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Perché studiare con noi

La missione del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia si identifica con la formazione di un medico a livello professionale iniziale con una cultura biomedico-psico-sociale, che possieda una visione multidisciplinare ed integrata dei problemi più comuni della salute e della malattia, con una educazione orientata alla comunità, al territorio e fondamentalmente alla prevenzione della malattia ed alla promozione della salute, e con una cultura umanistica nei suoi risvolti di interesse medico.

Tale missione specifica risponde in maniera più adeguata alle nuove esigenze di cura e salute, in quanto centrata non soltanto sulla malattia, ma soprattutto sull'uomo ammalato, considerato nella sua globalità di soma e psiche ed inserito nel contesto sociale.

L'obiettivo finale è di fornire sufficienti abilità ed esperienze, unite alla capacità di autovalutazione, per affrontare e risolvere responsabilmente i problemi sanitari prioritari dal punto di vista preventivo, diagnostico, prognostico, terapeutico e riabilitativo. Inoltre, i laureati specialisti dovranno avere sviluppato un approccio integrato al paziente, valutandone criticamente gli aspetti clinici e gli aspetti relazionali, educativi, sociali ed etici coinvolti nella prevenzione, diagnosi e trattamento della malattia, nonché nella riabilitazione e nel recupero del massimo benessere psicofisico possibile.

Il corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia è ad accesso programmato. È previsto un test di ammissione sulla base dei cui risultati avviene l'assegnazione dei posti disponibili, il cui numero è definito ogni anno dalla Scuola di Medicina, di concerto con la Regione Piemonte, sulla base delle effettive richieste del mercato del lavoro.

Il corso di studio prevede l’acquisizione di 360 Crediti formativi universitari (CFU) in sei anni di corso, di cui almeno 63 da acquisire in attività formative volte alla maturazione di specifiche capacità professionali (tirocini), 15 dei quali devono essere destinati allo svolgimento del tirocinio trimestrale pratico-valutativo (TPVES) interno al Corso di studio di cui all’articolo 3 del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 9 maggio 2018, n. 58 e s.m.i., finalizzato al conseguimento dell’abilitazione professionale.

La distribuzione delle materie nell'arco dei sei anni colloca nel primo triennio quelle di base, propedeutiche a quelle caratterizzanti il corso, che occupano quasi per intero l'ultimo triennio, insieme alle attività pratiche e a quelle di tirocinio professionalizzante.

La frequenza a tutte le tipologie di attività formative è obbligatoria e consente l'accesso ai relativi esami. Non sono previsti piani di studio individuali.

Particolare rilievo riveste l'attività pratica e di tirocinio svolta sotto la supervisione di personale specializzato. Il tirocinio professionalizzante rappresenta, insieme all'attribuzione dei crediti formativi, l'elemento più innovativo del nuovo ordinamento degli studi.

Al termine dell’iter formativo è prevista una prova finale, con valore di esame di Stato abilitante all'esercizio della professione di Medico Chirurgo previo superamento del tirocinio pratico valutativo, che consiste nella discussione di un elaborato di natura teorico-applicativa (tesi) di fronte ad una apposita Commissione e che consente agli studenti di acquisire 18 Crediti formativi universitari (CFU).

Le lezioni sono svolte da docenti della Scuola di Medicina e da esperti dei vari settori professionali.

La missione del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia si identifica con la formazione di un medico a livello professionale iniziale con una cultura biomedico-psico-sociale, che possieda una visione multidisciplinare ed integrata dei problemi più comuni della salute e della malattia, con una educazione orientata alla comunità, al territorio e fondamentalmente alla prevenzione della malattia ed alla promozione della salute, e con una cultura umanistica nei suoi risvolti di interesse medico; tale missione specifica risponde in maniera più adeguata alle nuove esigenze di cura e salute, in quanto centrata non soltanto sulla malattia, ma soprattutto sull'uomo ammalato, considerato nella sua globalità di soma e psiche, nella sua specificità di genere e di popolazione, ed inserito nel contesto sociale.

La formazione medica così orientata è inoltre vista come il primo segmento di un'educazione che deve durare nel tempo, ed in quest'ottica sono state calibrate le conoscenze che lo studente deve acquisire in questa fase, dando giusta importanza all'autoapprendimento, alle esperienze non solo in ospedale ma anche nel territorio, all'epidemiologia, per lo sviluppo del ragionamento clinico e della cultura della prevenzione.

Le parole chiave del metodo didattico adottato, utili al raggiungimento delle caratteristiche qualificanti attese, prevedono l'integrazione orizzontale e verticale dei saperi, un metodo di insegnamento basato su una solida base culturale e metodologica conseguita nello studio delle discipline pre-cliniche e in seguito prevalentemente centrato sulla capacità di affrontare problemi (Problem Oriented Learning), il contatto precoce con il paziente, una buona acquisizione dell'abilità clinica insieme ad una buona acquisizione dell'abilità al contatto umano. Dal CCLM è stata quindi pianificata un'organizzazione didattica fortemente integrata, flessibile e modificabile, vero e proprio laboratorio di sperimentazione scientifica, con l'intenzione di promuovere negli studenti la capacità di acquisire conoscenze non in modo frammentario bensì integrato, e di mantenerle vive non solo a breve ma anche a lungo termine.

Lo studente è quindi considerato perno del processo formativo, sia nella progettazione didattica che nel miglioramento dell'intero curriculum, allo scopo di potenziarne l'autonomia d'iniziativa. Una solida base di conoscenza clinica è inoltre assicurata allo studente attraverso l'organizzazione di tirocini certificati basati sulla didattica tutoriale, insieme con una forte comprensione del metodo medico-scientifico e delle scienze umane. Una vera competenza professionale si raggiunge, a nostro avviso, solo dopo una lunga consuetudine al contatto col paziente, che viene promossa sin dai primi anni di corso ed integrata alle scienze di base e cliniche, lungo tutto il loro percorso formativo attraverso un ampio utilizzo delle attività tutoriali.

Specifico rilievo, come parte integrante e qualificante della formazione, riveste l'attività formativa professionalizzante di tirocinio  pratico valutativo svolto durante il percorso di studi, così come previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 9 maggio 2018, n. 58, volto ad accertare le capacità dello studente relative al «saper fare e al saper essere medico» che consiste nell'applicare le conoscenze biomediche e cliniche alla pratica medica, nel risolvere questioni di deontologia professionale e di etica medica, nel dimostrare attitudine a risolvere problemi clinici afferenti alle aree della medicina e della chirurgia e delle relative specialità, della diagnostica di laboratorio e strumentale e della sanità pubblica. 

Nel progetto didattico del nostro Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico viene proposto il giusto equilibrio d'integrazione tra:

  1. scienze di base: che debbono essere ampie e prevedere la conoscenza della biologia evoluzionistica e della complessità biologica finalizzata alla conoscenza della struttura e funzione dell'organismo umano in condizioni normali, ai fini del mantenimento delle condizioni di salute,
  2. pratica medica clinica e metodologica: che deve essere particolarmente solida, attraverso un ampio utilizzo della didattica tutoriale capace di trasformare la conoscenza teorica in vissuto personale e di costruire la propria scala di valori e interessi,
  3. scienze umane: che debbono costituire un bagaglio utile a raggiungere la consapevolezza dell'essere medico.

Molti dei contenuti essenziali del nostro progetto didattico anticipano e integrano le European specifications for global standards in Medical Education della World Federation on Medical Education in tema di standard internazionali di base e di sviluppo della qualità nel campo dell'educazione biomedica (WFME Office, University of Copenhagen, 2007).

Caratteristiche peculiari del Corso di Laurea a ciclo unico in Medicina e Chirurgia finalizzate al raggiungimento degli obiettivi generali, intermedi e specifici:

  1. Programmazione multidisciplinare degli obiettivi, dei programmi e dell'insegnamento. a) Il metodo d'insegnamento attuato è interattivo e multidisciplinare, con l'integrazione di scienze di base e discipline cliniche ed un coinvolgimento clinico degli studenti, che vengono sin dai primi anni formati ad un corretto approccio con l'ambiente sanitario e coinvolti nella comunicazione e nella relazione con i pazienti. I problemi delle scienze di base e quelli d'ambito clinico sono quindi affrontati in tutti gli anni di corso (Total integration model), anche se in proporzioni diverse, ma con una visione unitaria e fortemente integrata, anche attraverso l'uso di didattica a più voci e l'apprendimento basato sui problemi e sulla loro soluzione con l'assunzione di decisioni appropriate. b) La scelta degli obiettivi specifici dei corsi di base avviene prioritariamente considerando la rilevanza di ciascun obiettivo nel quadro della biologia umana, e la propedeuticità rispetto alle tematiche cliniche attuali o prevedibili, con particolare attenzione alla metodologia scientifica. c) La scelta degli obiettivi specifici dei corsi caratterizzanti avviene prioritariamente sulla base della prevalenza epidemiologica, dell'urgenza di intervento, della possibilità di intervento, della gravità e della esemplarità didattica. È prevista inoltre la valorizzazione della frequenza nei reparti ospedalieri e negli ambulatori delle strutture territoriali e la valorizzazione del rapporto con il paziente, anche sotto l'aspetto psicologico, con la doverosa attenzione alle differenze di popolazione e di sesso/genere.
  2. Metodologie didattiche adottate per il raggiungimento degli obiettivi generali, intermedi e specifici.

2.1. Metodologia didattica

a) Il processo d'insegnamento si avvale, potenziandone l'uso, dei moderni strumenti didattici, costituiti dal sistema tutoriale, dal trigger clinico, dal problem oriented learning, dall'experiencial learning, dal problem solving, dal decision making e dall'ampio utilizzo di seminari e conferenze.

b) Sono utilizzati in maniera preponderante docenti tutori che collaborano al processo formativo dello studente con funzioni di facilitazione all'apprendimento (tutori di area) e di supporto (tutori personali) agli studenti.

c) Particolare attenzione è posta riguardo all'acquisizione delle abilità pratiche, tramite:

  1. il coinvolgimento nella pianificazione di una ricerca di base nei primi tre anni di corso, con opportunità di tirocinio nei laboratori delle scienze di base e nel centro di simulazione medico avanzata e acquisizione di un approccio metodologico clinico;
  2. l'apprendimento delle basi semeiologiche delle scienze cliniche al letto del malato e nei laboratori nel periodo intermedio (tirocinio organizzato come attività guidata tutoriale a partire dal III anno di corso;
  3. la frequenza delle corsie e degli ambulatori universitari (tirocinio clinico- clinical clerkship dal IV al VI anno di corso) e territoriali, per il completamento del tirocinio clinico negli ultimi anni del corso e il periodo d'internato ai fini della preparazione della tesi di laurea. Importante è la possibilità di svolgimento di tirocini presso le Aziende ospedaliere del territorio regionale in varie aree, anche fuori dall'ambito metropolitano torinese;
  4. specifico rilievo, come parte integrante e qualificante della formazione professionale, riveste l'attività formativa professionalizzante di tirocinio prodromico al conseguimento del titolo accademico abilitante. Nell’ambito dei 60 CFU da conseguire nell’intero percorso formativo, e destinati alla richiamata attività formativa professionalizzante, 15 C.F.U. devono, infatti, essere destinati allo svolgimento del tirocinio trimestrale pratico-valutativo interno al Corso di studio di cui all’articolo 3 del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 9 maggio 2018, n. 58 e s.m.i., finalizzato al conseguimento dell’abilitazione professionale.
  5. partecipazione a programmi di ricerca nel periodo di internato ai fini della preparazione della tesi di laurea.

d) Valorizzazione, nei 6 anni di corso, della interdisciplinarietà e interprofessionalità e della economia sanitaria; approfondimento di tematiche relative alla professionalità del medico, alla responsabilità sociale del medico, alla prospettiva sociale e di genere, ai rapporti con le cosiddette medicine complementari ed alternative, alla prevenzione, all'educazione del paziente cronico, alle patologie da dipendenza e alle cure palliative per i malati terminali.

2.2 Metodologie Valutative

a) Le verifiche di profitto, in numero non superiore a 36, sono programmate dal competente Consiglio della struttura didattica nei periodi di interruzione delle attività didattiche frontali.

b) La valutazione degli studenti avviene anche attraverso verifiche formative in itinere (prove di autovalutazione e colloqui intermedi), relazioni scritte degli studenti su temi assegnati, ed attraverso la valutazione del profilo complessivo elaborato in base a criteri predefiniti. Le prove d'esame possono essere articolate- oltre che nelle tradizionali modalità dell'esame orale o scritto- anche in una sequenza di items utili a verificare le conoscenze acquisite (knows e knows how) come i test a scelta multipla o le risposte brevi scritte organizzati su problemi o casi clinici a carattere interdisciplinare, seguiti da esami utili ad accertare le competenze cliniche acquisite, tipo l'Objective Structured Clinical Examination (shows how) o tipo il mini-Clinical Evaluation Exercise, il Direct Observation of Procedural Skills e l'uso del Portfolio (does). Come regola generale valida per tutti gli insegnamenti, le valutazioni formali si baseranno su prove scritte o prove orali. È utilizzato il Progress Test tipo Maastricht nella valutazione degli studenti per valutare l'effettiva competenza raggiunta. Il Progress test è inoltre strumento di feedback, di autovalutazione continua e di confronto della preparazione degli studenti su scala nazionale.

c) La valutazione dei Tirocinio pratico valutativo di cui all’articolo 3 del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 9 maggio 2018, n. 58 e s.m.i., viene effettuata sia in itinere con giudizi intermedi del Tutor del reparto sia tramite formulazione del giudizio di idoneità o di non idoneità dal Tutor coordinatore dell’area medica e chirurgica che formula il giudizio finale di idoneità o di non idoneità; per il tirocinio dal Medico di Medicina Generale la valutazione viene effettuata dai medici di Medicina generale convenzionati con il SSN individuati in accordo con l’Ordine dei Medici, sulla base di specifici atti convenzionali stipulati tra Ordine dei Medici ed Ateneo.

 

Ultimo aggiornamento: 04/05/2022 12:30
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